YOUTH WORK CAN UNITE: MERGING PARALLEL REALITIES IN EUROPE

by Elettra Costa e Shata Diallo

22-26 Febbraio 2017

Graz, AUSTRIA
Giovani partecipanti provenienti da: Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Russia, Slovacchia, Svizzera

 

Il training “Youth Work Can Unite: Merging Parallel Realities in Europe” è stata un’esperienza di grande formazione e crescita umana e professionale. Il ruolo dei fenomeni migratori dovuti a conflitti geo-politici in Europa è in costante aumento, e con questo episodi di odio e razzismo.

La tematica è sottile, delicata, sofferente. La questione, per chi come noi questi temi li vive tutti i giorni (per via di esperienze personali, lavoro, studi), è una costante doccia fredda.

Siamo due studentesse di Psicologia e ci siamo trovate, entrambe, ad affrontare come tema di tesi quello dell’interculturalità e della trans-culturalità nel contesto europeo ed italiano. Ciò che è emerso dai nostri elaborati è una incapacità negli autoctoni a sviluppare un’opinione critica rispetto ai “nuovi arrivati” ed a trovare un punto di contatto con questi ultimi. La domanda emersa quindi è stata: come favorire l’inclusione?

Siamo partite motivate e curiose, siamo partite con la speranza di poter apprendere per poter poi aiutare quest’Europa che cresce e che cambia. Alla fine, siamo tornate cambiate noi. Aver avuto modo di scontrarci con i nostri stessi pregiudizi, poter mettere alla prova la nostra capacità di abbattimento di questi nel dialogo con gli altri, confrontarci con chi, la migrazione, l’ha vissuta per motivi politici e vivere la realtà interculturale della piccola Graz, città in Austria che ha ospitato il training, come trampolino di lancio per lo sviluppo di politiche di inclusione simili per una città come Roma, dove viviamo, che probabilmente ne ha molto più bisogno.

La situazione umanitaria europea attuale necessita l’attenzione di tutti noi ed ha scaturito, all’interno del training, tante riflessioni. Le politiche nazionali non facilitano l’inclusione ed amplificano la mala informazione ed i pregiudizi interetnici.

Durante “Youth Work Can Unite: Merging Parallel Realities in Europe” abbiamo imparato a disconfermare i pensieri irrazionali derivanti da pregiudizi attraverso tecniche di educazione non formale, dinamiche di gruppo e simulate.

Cosa è cambiato, ad oggi? Siamo sempre state attive nella battaglia contro i pregiudizi per la promozione di una interculturalità, ma adesso percepiamo di avere più elementi a disposizione e più competenze per poter fronteggiare questo fenomeno ed intervenire.

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